Inghilterra, campo di aviazione di Wattisham, RAF (Royal Air Force), Forze Alleate 29 di settembre 1941

campo di aviazione di Wattisham

Pete aveva un fratello a Burton (Burton upon Trent) per questo motivo si faceva portare mensilmente la birra di Marton’s (Nel nome è inserito il link alla loro pagina, se volete andare a visitarli!) e per una settimana intera tutta la provincia nord di Ipswich andava a bere da lui.

Burton upon Trent

Il camion del fratello di Pete arrivava con le assi quasi a terra per il peso e non poteva fare più di un giro al mese a quell’epoca, alla base lo sapevano tutti e addirittura lo segnavano sul calendario della sala ristoro.

Il capitano del 226º Stormo della RAF, Liam Bolton, era lì con altri sette piloti a bere e Pete si divertiva a ripetere il motto di Marton:”La scozia ha il Whisky, Detroit ha le macchine e Burton ha la birra!”,  ogni volta che lo gridava alla folla diventava più rosso e gonfio, quasi gli scendevano le lacrime dagli occhi per l’ilarità che la frase gli suscitava. Gli ospiti del suo pub non capivano cosa ci trovasse di tanto divertente, ma aveva poca importanza, se ridevi con lui Pete ti offriva sempre un giro! Cosa poteva esserci di meglio per dimenticare di essere nel bel mezzo di una guerra? A rallegrare maggiormente la festa c’erano la banda locale, che Pete ormai pagava in maniera fissa e le ragazze della scuola di infermiere di Barking.

Il Capt. Bolton aveva messo gli occhi sulla Infermiera Capo Eileen Dowell appena era entrata con le sue colleghe, il fascino della divisa colpisce anche gli uomini, ma la Dowell non era solo bella in uniforme, era radiosa! Tra i capelli rossicci e le lentiggini l’animo irlandese del capitano si era risvegliato di botto, lei aveva un sorriso che arrivava fino agli occhi e lui non era più riuscito a sentire niente altro che il battito del suo cuore nelle orecchie per tutto il tempo.

Queen Alexandra’s Imperial Military Nursing Service (QAINMS)

Purtroppo, sapeva che questo significava che le sue orecchie erano sicuramente diventate rosse come al solito ed era anche difficile camuffarle senza il berretto da aviatore, ma dentro al pub, per rispetto, bisognava toglierselo… Gli ci erano volute due pinte prima di raccogliere abbastanza coraggio liquido da andare a sfondare lo schieramento delle sue colleghe e invitarla a bere con lui.

Lei lo aveva fissato con occhi impertinenti e gli angoli della sua bocca erano saliti ancora di più quando aveva posato lo sguardo sulle orecchie del capitano, proprio in quel momento due soldati della base vennero a portare un biglietto al Capt. Bolton e gli rovinarono la festa. Era arrivata qualche informazione importante e lo aspettavano per un briefing premissione, merda! Addio al divertimento! La nota diceva il nome di altri due Piloti Esperti e due TAG (mitragliere/telegrafista) che dovevano rientrare con lui, ovviamente erano tutti con lui al pub. Fu costretto a dare la brutta notizia e venne ripagato dalla delusione dei suoi subordinati.

Un camion li aspettava fuori, salirono dietro, per fortuna il tendone teneva abbastanza bene il vento freddo della campagna, ormai si sentiva che l’inverno si avvicinava e non avevano avuto tempo di scaldarsi bene con la birra, ma in fin dei conti, meglio così, se dovevano andare in missione…

Il maggiore Stewell li aspettava nella sala briefing della base, a quanto pareva un messaggio aveva informato gli alleati dell’operazione Barbarossa (la campagna nazista per invadere la Russia).

Maj. Stewell <<Il “tappo malefico” (Hitler) ha deciso di invadere la Russia! Scommettevamo su quando lo avrebbe fatto. La cosa non ci viene male, dopotutto, il fronte orientale dove sta ammassando truppe è lontana dal resto dell’Europa centrale e dovrà sforzarsi parecchio per raggiungere Mosca. Un rapporto ci ha informato dello spostamento dei caccia della Lutwaffe, e dei carri del Feldmaresciallo Fedo von Bock, sappiamo quante e quali squadriglie sono già in attesa di fornire il supporto aereo per l’avanzata. Il comando centrale ha deciso di attaccare la base a 50 km a Est di Gzhatsk, la vedete qui nella mappa, una volta raggiunta l’area potrete fare un massimo di tre passaggi, vi occuperete di bombardare gli aerei mentre sono bersagli facili, ma non siamo i soli a partecipare, quindi dovremo essere puntuali: altre basi hanno ricevuto l’ordine di colpire i carri di von Bock. Le informazioni meteo e le rotte sono nelle cartelle che vi sono date distribuite. Partenza alla 00.30 zulu.>>

Capt. Bolton <<Maggiore, mi scusi, lei sa bene che se alzano in volo anche uno solo di quei FOCKE (FOCKE WULF FW 190 A velivolo dell’aviazione tedesca) ci spazzerà via tutti in quattro e quattr’otto, vero signore?>>

FOCKE WULF FW 190 A

Maj. Stewell <<Certo capitano, è per questo che vi accompagneranno 4 Mustang P-51 del 115º. Così pensi di poter stare più tranquillo Liam?>>

MUSTANG P-51

Capt. Bolton <<Certo signore, noi staremo lì in mezzo come mattoni volanti a farci sparare mentre quelli veloci giocano a guardie e ladri!>>

Maj. Stewell <<Dovresti avere più fiducia nei tuoi compagni e meno diffidenza irlandese nel sangue! I vostri Blenheim sono attrezzati per la caccia notturna, i vostri radar guideranno l’attacco, le vostre bombe distruggeranno quegli aerei a terra e il 115º farà fuori la pattuglia aerea e vi salverà il culo, tutto chiaro? Bene. Ora andate a preparare i vostri aerei, verranno riequipaggiati i serbatoi aggiuntivi quindi avrete autonomia per 15 minuti sulla zona di attacco, buona fortuna signori, potete andare.>>

BLENHEIM

Jack “Lucky” Tumming era il TAG preferito di Bolton, sorridente, efficiente, scelleratamente fortunato. Portava sempre un tappo di latta di una birra come portafortuna, diceva che era il tappo di quando aveva perso la verginità e che se non fosse stato per quella birra non avrebbe mai conquistato quella ragazza. Lo spiegava volentieri ogni volta che qualcuno gli chiedeva cosa ci facesse con un tappo di bottiglia appeso al collo! Appena saliva in cabina se lo toglieva e lo fissava ai comandi di volo in modo che gli pendesse appena a destra della faccia, “la fortuna bisogna sempre averla sott’occhio” diceva. Bolton avrebbe voluto avere una foto, o almeno il ricordo di un bacio della infermiera capo Dowell, ma lo aiutava pensare che aveva il dovere di ritornare per conquistarla, altrimenti quella poveretta si sarebbe vista circondare da tutti quegli inutili bifolchi e nessuno era alla sua altezza! Già perché io con le mie orecchie rosse da bovino invece avevo proprio molte possibilità! Ma sì che ce la farò a conquistarla! Mai dubitare, solo agire, così si vive e si vince! Questo era il suo mantra. Intanto prima di uscire dal pub aveva chiesto a Pete che gli tenesse un fusto da parte per festeggiare il ritorno dalla missione e ce ne era abbastanza per offrire a lei e tutte le sue amiche! Meglio pensare al presente, ma con un occhio al domani!

Tutto era pronto molto prima della mezzanotte, il cielo era limpido e pieno di stelle. Il caffè dei thermos era stracarico, nerissimo e amarissimo, una vera sferzata per il sistema nervoso. La rilassatezza della birra era scomparsa dal corpo, i rumori gioiosi delle risate erano una eco nel silenzio della notte mentre aspettavano il comando per scaldare i motori. Aveva calcolato la rotta, letto più volte il bollettino meteo e la mappa, il check-out della lista di volo aveva dato tutti esiti positivi. Quando finalmente gli comunicarono di accendere i motori e tolsero i blocchi dalle ruote la tensione era già arrivata ad un livello insopportabile. Volare era il rimedio a tutto, alzarsi in volo, vedere tutto allontanarsi e prendere il ritmo dell’aereo, le vibrazioni del motore che scuotevano il sedile, la schiena, le viscere. Unirsi a quel pezzo di meccanica e solcare le correnti fredde del cielo, libero di uomini, bandiere e guerre, almeno fino alla discesa sull’obiettivo.

Il bollettino meteo dava le temperature previste per quota e la direzione dei venti, era facile leggervi la nebbia che si doveva alzare alle prime luci dell’alba, ma loro dovevano arrivare prima, quando ancora il cielo era limpido e li avrebbero potuti avvistare e la Luftwaffe avrebbe potuto agevolmente farli fuori.